Terezín
8. 8. 2013

Terezín – entrate in silenzio, a testa bassa

Terezín è una fortezza costruita per il volere dell’imperatore Giuseppe II, rappresentante del dispotismo illuminato. Sebbene la fortezza, che portava il nome di sua madre Maria Teresa, dovesse servire principalmente ai fini difensivi, paradossalmente fu impressa nella memoria della gente prima come prigione, dopodiché – nel periodo della II^ guerra mondiale - come un ghetto ebraico e campo di concentramento. Vi invitiamo a visitare il Monumento di Terezín dedicato alle vittime dell’olocausto e rendere omaggio alla memoria del coraggio umano e alla voglia di vivere.

Il Monumento di Terezín include un intero complesso di strutture situato su entrambe le sponde del fiume Ohře. Le sue parti principali sono la Piccola e la Grande fortezza costruite secondo il progetto della famosa scuola della città francese Mezières. La cupa storia di Terezín risale soprattutto al periodo della II^ guerra mondiale. La sofferenza quotidiana e le condizioni di vita disumane di decine di migliaia di ebrei che vi furono deportati sono evidenti ad ogni passo. Ci sono da vedere le baracche, la famosa sala di preghiere nelle caserme di Magdeburgo, il Colombario con la sala da cerimonia o il Museo del ghetto. Le lapidi e i cimiteri nei dintorni di Terezín sono i testimoni delle storie tragiche dei detenuti.

A Terezín la speranza non muore

Sebbene molti della comunità ebraica sospettassero che il ghetto di Terezín con la sua crudeltà era soltanto inizio di una sofferenza disumana, non perdevano la speranza cercando di combattere l’ orribile situazione di vita per esempio con l’arte. Fino al giorno d’oggi si sono conservate molte opere letterarie, pittoree, musicali e teatrali dei detenuti che qui potrete vedere. A Terezín furono deportate anche quattro sorelle di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, dall’Austria ci fu deportata la professoressa della romanistica Elise Richter, oppure il poeta e cabarettista Walter Lindenbaum. Ci furono detenuti pure i parenti del cancelliere austriaco Bruno Kreisky o del candidato alla presidenza americana John Kerry.

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