Pasqua

In Repubblica Ceca Santa Pasqua con peccato… di gola!!

La Pasqua in Repubblica Ceca, spesa tra sacro e profano, offre una prima occasione per una vacanza di primavera, in un Paese verde e accogliente dove a risorgere è anche la natura, dopo il letargo invernale. Tradizioni, rituali, mercatini, processioni ma anche passeggiate all’aria aperta che stuzzicano l’appetito, sagre di paese con specialità che inebriano le narici e gustose ricette di stagione che inducono in tentazione…

In ceco si chiama Velikonoce e per tradizione al tempo stesso rende omaggio alla passione e resurrezione di Cristo e dà un gioioso benvenuto alla primavera. Un’occasione unica per ammirare la campagna che si veste di nuovo e assistere a rituali di ieri, assaggiare leccornie di stagione, respirare atmosfere intense, approfittare di un vivace calendario culturale, rivivere il passato e godere il presente assecondando il proprio desiderio di sport all’aria aperta o al contrario di relax assoluto… Con le belle giornate, il clima finalmente mite e una contagiosa aria di festa, Pasqua è il momento giusto per regalarsi una vacanza in Repubblica Ceca, dove ora più che mai è la tradizione a farla da padrona. Le radici cristiane si mescolano a riti e usanze popolari. Oggetti-simbolo della Pasqua ceca sono le uova colorate ma soprattutto la tipica frusta intrecciata con ramoscelli di salice e nastri variopinti, chiamata pomlazka, e realizzata in diverse misure. La tradizione vuole che il lunedì di Pasqua i ragazzi e gli uomini adulti vadano di casa in casa a chiedere un’offerta e colpiscano scherzosamente con la frusta ragazze e donne che, per indurli a smettere, li omaggiano con uova colorate. Qualcuna però non cede al “ricatto” e reagisce versando loro acqua fredda sulla testa. In realtà i colpi di frusta non vogliono essere un atto di violenza, ma al contrario regalare alle donne bellezza e giovinezza per tutto l’anno, o almeno così vuole la tradizione. Un’altra usanza, ancora molto diffusa in certe regioni, è quella dei sonagli di legno. Dal giovedì al sabato Santo i ragazzi girano per le strade facendoli suonare per richiamare la gente in chiesa, così come si faceva quando mancavano le campane, trasferite a Roma.