Ploskovice

21. 5. 2013

Alla fine del ‘400 la villa vide una rivolta dei sudditi di cui protagonista fu il cavaliere Dalibor di Kozojedy, difensore dei diritti della gente oppressa

Fu catturato e imprigionato come il primo recluso della nuova torre della fame del Castello di Praga, quindi giustiziato. La sua storia rivisse nell’800, nel periodo del romanticismo, grazie all’opera lirica „Dalibor“ del compositore Bedřich Smetana, diventata il simbolo della musica ceca.

Perché visitarla

L’ambiziosa signora nobile, Anna Maria Francesca, duchessa di Toscana, acquistò la sfarzosa villa barocca paragonabile alle simili strutture della nobiltà estera, spendendo una somma inaudita che superava un milione di fiorini. Ci teneva così tanto alla costruzione della sua „piccola Versailles“ che la teneva d’occhio di persona e ogni settimana pagava tutti gli operai. Per tenere nascosti i costi effettivi al marito, alla fine bruciò tutti i conti cancellando ogni traccia che dimostrava le sue spese. Per questo motivo fino al giorno d’oggi non si sono conservate nemmeno le testimonianze relative all’architetto.

Gli interni suscitano l’atmosfera ottocentesca dei soggiorni estivi del pensionato imperatore austriaco, incoronato l’ultimo re di Boemia, Ferdinando V d’Asburgo. La villa sfoggia le interessanti grotte artificiali diffuse nel periodo barocco.

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