Náchod

21. 5. 2013

Alberto Wallenstein in linea materna proveniva dal casato di Smiřický, per molti secoli proprietario del feudo di Náchod

Nel ‘600 possedeva i più vasti terreni del Regno di Boemia incluse decine di città e castelli. All’ultima erede, aderita alla rivolta antiasburgica della nobiltà ceca nel 1620, l’imperatore fece confiscare tutti i beni. Poco dopo la stessa fine fece anche il nuovo proprietario della villa, Adam Erdman Trčka, che come cognato e confidente di Alberto, fu assassinato nel 1634 a Cheb insieme a lui durante l’operazione finalizzata alla liquidazione del cosiddetto complotto di Wallenstein.

Perché visitarla

Quando il generale italiano Ottavio Piccolomini, ricevette dall’imperatore nel 1634 in dono la villa circondata dai vasti terreni, come riconoscimento per aver contribuito all’eliminazione di Alberto di Wallenstein, aveva solo 35 anni. Pur essendo giovane, aveva alle spalle molte esperienze belliche, dalla Guerra dei Trent’anni. Per questo motivo non c’è da meravigliarsi che i primi passi che fece nella ristrutturazione della sua nuova residenza portarono verso l’ammodernamento della fortificazione. Nei 150 anni del governo dei Piccolomini la villa acquisì l’attuale aspetto barocco e rococò.

La villa offre sei percorsi guidati attraverso gli spettacolari interni, tutti arredati. La più recente è l’esposizione di una straordinaria collezione di onorificenze, in particolare di gioielli appesi ai cordoni e stelle provenienti dall’antico tesoro custodito nella villa.

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