Castello di Cheb

La residenza saltuaria dei sovrani boemi fu testimone di alcune trattative diplomatiche ed eventi politici di grande importanza europea

L’ultimo di questi fu il complotto e il conseguente omicidio del comandante dell’esercito imperiale austriaco, Alberto Wallenstein, commesso da alcuni ufficiali a lui  fedeli nel 1634. Da allora il castello cadde in rovina, perché nessuno voleva abitare nel luogo in cui fu commesso un atto così brutale.



Perché visitarla

J. W. Goethe, che spesso soggiornò nella città di Cheb e nelle adiacenti terme di Mariánské Lázně, considerava la bizzarra torre nera, costruita dalle pietre vulcaniche, opera degli antichi Romani. Sebbene sbagliasse, la torre è la più antica struttura della città storica. Nel XII° secolo Federico I Barbarossa fece costruire nella città un castello romanico a forma di falce.

Al giorno d’oggi ci sono rimasti soltanto i muri antichi a ricordare il palazzo sfarzoso destinato agli eventi solenni organizzati in presenza del sovrano. L’unica struttura sopravvissuta quasi per miracolo è la cappella a due piani, uno dei più importanti monumenti romanici conservatisi in Repubblica Ceca.

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